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Sabato 22 e domenica 23 marzo tornano per la 33ª edizione le Giornate FAI di Primavera, il principale evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, organizzato dal FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano ETS grazie all’impegno e all’entusiasmo di migliaia di volontari: 750 luoghi in 400 città saranno visitabili a contributo libero, grazie ai volontari di 350 Delegazioni e Gruppi FAI attivi in tutte le regioni.
Celebriamo quest’anno cinquant’anni del FAI Nazionale (1975-2025) e trentacinque anni della Delegazione FAI Reggio Emilia (1990-2025), testimonianza di “un civile servizio” che la Fondazione svolge a fianco delle Istituzioni, dallo Stato alle Regioni, dagli Enti locali alle Scuole, con i cittadini e per il Paese. Servire il Fondo Ambiente Italiano è una missione che s’invera nella cura di luoghi speciali del nostro Paese, i quasi ottanta beni affidati al FAI, con lo scopo di educare la collettività alla conoscenza, al rispetto, alla frequentazione e alla tutela del patrimonio di storia, arte e natura italiano. A distanza di cinquant’anni, il “civile servizio” svolto dai volontari del FAI nelle 133 Delegazioni provinciali, nei 106 Gruppi territoriali, nei 93 Gruppi FAI Giovani e nei 16 Gruppi FAI Ponte tra Culture, continua instancabilmente a essere ispirato all’articolo 9 della Costituzione, che affida alla Repubblica, intesa come ‘res publica’, la tutela e la promozione del patrimonio storico artistico e di paesaggio della Nazione. Conoscere per amare raccontando attraverso nuove narrazioni l’intimo ‘genius’ loci delle aperture FAI, diventa ogni volta una straordinaria e appassionante avventura, in grado di restituire il senso più profondo a siti e storie spesso davanti ai nostri occhi senza essere compresi.
Roberta Grassi, Capo Delegazione FAI Reggio Emilia
Il percorso nel Cinquecento proposto dal FAI, ci permette di ritornare sul Rinascimento italiano, che costituisce una delle fondamenta della “cultura occidentale” che ha avuto un impatto significativo sulla concezione della felicità dell’uomo, plasmando un ruolo identitario che ha influenzato profondamente la cultura e la società di quella, ma anche di tutte le epoche successive. Nel momento in cui - incerti sul “chi siamo” e sul “chi saremo”- l’infelicità sembra segnare le nostre società e chi le vive, ciascuno dei “luoghi del ‘500” che la città contiene e che ci si invita a rivisitare e reinterrogare è, anche, un testo e uno spunto per riconsiderare come il Rinascimento abbia contribuito a plasmare un'identità civica in cui la ricerca della felicità era vista come un diritto e un dovere di ogni persona.
Marco Mietto, Assessore a Cultura e Giovani del Comune di Reggio Emilia
L’Azienda Ospedaliera IRCCS Santa Maria Nuova possiede un importante patrimonio storico artistico culturale non ancora del tutto conosciuto: Palazzo Rocca Saporiti e la Biblioteca Medica ‘Pietro Giuseppe Corradini’ , che dal 2001, ha sede nel complesso del Palazzo nell’area dell'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Nel corso degli anni la Biblioteca Medica ha saputo confermarsi punto di riferimento degli studi medico-scientifici, riuscendo a conciliare la parte storica e di conservazione, con il suo Fondo Antico di libri preziosi, e la parte più innovativa della ricerca.
Maria Chiara Bassi, Responsabile Biblioteca Medica Azienda USL IRCCS di Reggio Emilia
Le aperture a Reggio Emilia
- Il Mauriziano, Casa e parco di Ludovico Ariosto, porta il pubblico alla scoperta della dimensione di una raffinata aristocrazia rinascimentale, un luogo ameno, dove natura, arte e cultura si fondono in un'atmosfera che trasmette serenità e contemplazione. La scelta da parte dell’Ariosto di questa villa di famiglia come dimora estiva, con i suoi meravigliosi camerini rinascimentali, circondata da un parco rigoglioso e dolci acque, riflette la sua ricerca di un rifugio dalla vita cittadina, dove poter riposare e dedicarsi alla scrittura.
- Palazzo Rocca Saporiti e la Biblioteca medica ‘Pietro Giuseppe Corradini’, presentano il casino estivo riccamente affrescato degli Ancini, con la sua pertinenza agricola, posto lungo la passeggiata estense verso Rivalta, rappresentativo di un sapiente recupero contemporaneo coerente con i temi della rigenerazione urbana, che ha creato una struttura destinata all’aggiornamento, all’educazione e alla ricerca nell’ambito della cura sanitaria, con la valorizzazione della biblioteca storica del fondo settecentesco ‘Corradini’, all’interno dell’area dell’Ospedale santa Maria Nuova.
Ultimo aggiornamento: 18-03-2025, 16:13